L’esercizio intenso potrebbe rallentare il Parkinson. I risultati dello studio SPARX (Study in Parkinson Disease of Exercise)

Continuano ad accumularsi evidenze che indicano che l’esercizio fisico offre molti benefici ai pazienti affetti da malattia di Parkinson.

Ricercatori americani hanno deciso di effettuare uno studio sull’esercizio fisico impostato come i protocolli per la valutazione della efficacia dei farmaci: assegnazione casuale (randomizzazione) ad uno di tre gruppi condotti in parallelo, di cui due con “dosi” diverse di esercizio e uno senza esercizio.

Il gruppo a “dose” alta veniva sottoposti ad esercizio intenso sul treadmill (tappeto ruotante) in modo da raggiungere 80-85% della frequenza cardiaca massima 4 giorni alla settimana, il gruppo a “dose” bassa ad esercizio moderato sul treadmill in modo da raggiungere 60-65% della frequenza cardiaca massima, sempre per 4 giorni alla settimana, mentre il terzo gruppo è stato assegnato alla lista di attesa.

Il parametro usato per la valutazione della efficacia era il punteggio motorio della scala internazionale UPDRS per la valutazione della gravità della malattia di Parkinson.

Hanno partecipato allo studio 128 pazienti affetti da malattia di Parkinson idiopatica nello stadio Hoehn & Yahr 1 o 2, aventi da 40 a 80 anni (età media 64 anni), con un massimo di 5 anni di malattia.

Dopo 6 mesi il punteggio motorio UPDRS medio era peggiorato di 3 punti nel gruppo nella lista di attesa, di 1,5 punti nel gruppo sottoposto ad esercizio moderato ed era rimasto pressoché invariato nel gruppo sottoposto ad esercizio intenso.

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