Accademia LIMPE-DISMOV
Da 40 anni un punto di riferimento per lo studio della malattia di Parkinson

L’Accademia LIMPE-DISMOV ha aderito al progetto Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy, varato nel 2012 da Slow Medicine, associazione per una medicina più sobria, rispettosa, giusta.

Il ‘format’ prevede la stesura di un elenco di 5 “Pratiche a rischio d’inappropriatezza di cui medici e pazienti dovrebbero parlare“.

Ispirate alle “Top 5 list” di “Choosing Wisely USA” (Scegliendo con saggezza) – mirate a identificare prassi consolidate ma inutili e costose – le raccomandazioni italiane si differenziano in quanto basate solo sulla realtà clinico-sanitaria nazionale e soltanto sull’appropriatezza clinica, pur mantenendo il valore di un valido strumento per ridurre gli sprechi.

Fonte: https://www.accademialimpedismov.it/page/choosing-wisely-italy

Visualizza le 5 pratiche a rischio di inappropriatezza individuate dal Consiglio Direttivo dell’Accademia LIMPE DISMOV.

https://www.accademialimpedismov.it/filesito/RaccomandazioniSlowMedicine.pdf

Cinque raccomandazioni dell’Accademia Italiana per lo studio della malattia di Parkinson e dei disordini del movimento (Accademia LIMPE-DISMOV)

1 Non usare la SPECT (Tomografia a emissione di fotone singolo) cerebrale con i traccianti per i DAT (trasportatori dopaminergici) per la prognosi e per accertare la progressione della malattia di Parkinson.

La SPECT cerebrale con marcatore del DAT si è dimostrata valida nella diagnosi differenziale tra malattia di Parkinson e selezionate condizioni patologiche (tremore essenziale, tremore distonico e parkinsonismo psicogeno). Tuttavia diversi studi hanno evidenziato che non visono prove sufficienti a favore dell’utilizzo di SPECT con marcatore del DAT come indicatore prognostico o come misura di progressione di malattia nella malattia di Parkinson.

2 Non usare farmaci neurolettici diversi da clozapina e quetiapina per trattare la psicosi nella malattia di Parkinson.

Diversi studi hanno dimostrato che clozapina e quetiapina, quando usati per trattare la psicosi nella malattia di Parkinson, a differenza di altri antipsicotici, non peggiorano i sintomi motori. In pazienti con psicosi e malattia di Parkinson dovrebbe pertanto essere preso in considerazione come prima scelta nel trattamento della psicosi il trattamento con clozapina a basso dosaggio accompagnato da monitoraggio della conta dei neutrofili. In caso non sia possibile effettuare regolari analisi settimanali del sangue, dovrebbe essere presa in considerazione la quetiapina a basso dosaggio come antipsicotico alternativo per il trattamento di pazienti con psicosi e malattia di Parkinson.

3 Non ritardare la prescrizione di Levodopa se indicato dalle condizioni cliniche nei pazienti affetti da malattia di Parkinson di recente diagnosi.

La prescrizione di Levodopa come trattamento farmacologico nella malattia di Parkinson è spesso ritardato a favore di altre categorie di farmaci (quali i farmaci agonisti della dopamina) a causa di preoccupazioni riguardanti il rischio di complicanze motorie farmaco-indotte o alla tossicità della Levodopa. Pur tuttavia, l’aumento delle complicanze motorie con la terapia con Levodopa rispetto alla terapia con agonisti della dopamina è ad oggi ancora dibattuto, mentre diversi studi dimostrano che l’uso degli agonisti della dopamina aumenta l’incidenza di altri importanti effetti collaterali e comporta un più scarso controllo dei sintomi motori.

Tra gli importanti effetti collaterali, i disturbi del controllo degli impulsi che sono poco frequenti con la Levodopa in monoterapia.

Inoltre, studi clinici non hanno portato evidenze conclusive sul rischio di neurotossicità da parte del trattamento precoce con Levodopa. I pazienti con malattia di Parkinson allo stadio iniziale possono essere considerati per il trattamento con Levodopa, se le condizioni cliniche lo richiedono. Per ridurre il rischio di complicanze motorie non è indicato il trattamento combinato di Levodopa e entacapone in fase precoce di malattia.

4 Non usare la scintigrafia miocardica con metaiodobenzilguanidina (MIBG) per eseguire diagnosi di malattia di Parkinson.

La scintigrafia miocardica marcata con MIBG radiomarcata è in grado di valutare le terminazioni nervose simpatiche cardiache. Tale metodica, originariamente applicata allo studio di patologie cardiache, è risultata essere alterata in pazienti con malattia di Parkinson. Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato che la sensibilità della scintigrafia miocardica MIBG radiomarcata è comparabile a quella della diagnosi clinica. Pertanto, la scintigrafia miocardica MIBG radiomarcata, può essere considerata solo per assistere la diagnosi clinica, ma non in sostituzione di questa, soprattutto in fase di incertezza diagnostica e iniziale di malattia. Inoltre, particolare attenzione va posta ai trattamenti farmacologici dei pazienti, in particolare antidepressivi triciclici, che possono interferire con il risultato dell’MIBG.

5 Non usare farmaci anticolinergici nella terapia dei sintomi motori dei parkinsonismi farmaco-indotti.

Sebbene i farmaci anticolinergici siano stati molto usati in passato nel controllo dei sintomi parkinsoniani nella malattia di Parkinson e nei parkinsonismi (compreso quello farmaco-indotto), le evidenze attuali dimostrano che tali farmaci hanno un beneficio limitato sul tremore ed un aumento della frequenza degli eventi avversi di tipo cognitivo e neuropsichiatrico. Pertanto, dal momento che gli anticolinergici non devono essere somministrati a pazienti con comorbidità come deterioramento cognitivo o malattie psichiatriche clinicamente significative, l’uso di tali farmaci è altamente sconsigliato nella terapia dei sintomi motori dei parkinsonismi farmaco-indotti.

Come si è giunti alla creazione della lista.

Le 5 pratiche sono state selezionate durante una riunione del consiglio direttivo dell’Accademia LIMPE-DISMOV sulla base di una lista redatta dai singoli membri del consiglio direttivo.

Ogni membro del consiglio direttivo ha indicato una pratica, comunemente effettuata in Italia, per la quale esistono motivi fondati per ritenere possibile un suo utilizzo

inappropriato, che non apporta significativi benefici ai pazienti, ma piuttosto una maggior incidenza di effetti collaterali o un’inadeguatezza della cura.

Nella selezione il consiglio direttivo dell’Accademia LIMPE-DISMOV si è basato anche sui livelli di evidenza delle pratiche, recentemente revisionati nelle “Linee Guida per la diagnosi e terapia della Malattia di Parkinson” pubblicate nel 2013 ed aggiornate nel 2015, redatte dalla LIMPE in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità.

Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi