I MALATI di PARKINSON, che vivono un PROGRESSIVO, INEVITABILE e INARRESTABILE SGRETOLAMENTO PSICO-FISICO, CHIEDONO alla REGIONE TOSCANA

  • Una presa in carico globale, multidisciplinare e multiprofessionale, che riguardi sia gli aspetti sanitari che quelli sociali, offrendo proattivamente tutti quei benefici che le normative vigenti prevedono per tali pazienti, in particolare il Piano Nazionale della Cronicità.
  • Gli interventi socio-sanitari a cui il malato ha diritto devono essere offerti dalle Istituzioni secondo un percorso diagnostico terapeutico assistenziale codificato, omogeneo su tutto il territorio regionale, applicato, ed aggiornato costantemente, tenendo conto delle migliori pratiche di volta in volta emergenti.
  • Per rendere effettiva una tale presa in carico globale, deve essere individuata una figura di riferimento che sia nelle condizioni quali-quantitative di svolgere questo compito, all’interno di uno Sportello Parkinson che garantisca una presa in carico effettiva e che sia la base per la costituzione di un databese regionale dei malati di Parkinson.
  • Al malato devono essere fornite precise indicazioni sia per quanto riguarda gli stili di vita, l’attività motoria e la riabilitazione, sia per quanto riguarda l’accesso alle opportunità assistenziali e alle agevolazioni di natura amministrativa e fiscale.
  • Essendo la riabilitazione uno strumento fondamentale per il mantenimento delle facoltà residue e per la prevenzione di future inevitabili situazioni di disabilità e non auto-sufficienza, deve essere garantita in sede locale la possibilità di Riabilitazione ambulatoriale, anche di gruppo, e la presenza in ogni Area Vasta di almeno un Centro di Riabilitazione residenziale e/o con day service.
  • Le Associazioni si pongono come interfaccia rispetto alle Istituzioni per garantire i diritti dei pazienti e dei loro familiari, e, come tali, sono riconosciute come interlocutori privilegiati dagli organi istituzionali sia a livello regionale che locale, anche nella progettazione di percorsi e servizi socio-sanitari.
  • Le Istituzioni devono promuovere iniziative di informazione, sensibilizzazione, formazione non solo dell’opinione pubblica, ma anche, prioritariamente, del personale sanitario, in primo luogo dei Medici di Medicina Generale.
  • Le Istituzioni collaboreranno a rendere effettivo il diritto alla salute e alla partecipazione sociale, garantendo la mobilità verso i luoghi di riabilitazione e di aggregazione sociale.
  • Con cadenza annuale verrà organizzata dalla Regione Toscana una Conferenza sull’attività svolta e sui risultati ottenuti, ritenendo fin d’ora obiettivo minimo un incremento del 10% su base annua dei pazienti presi in carico, con un gradimento non inferiore al 90%.
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