MOVIMENTO E CONSAPEVOLEZZA

(Percorso di Attività Motoria Consapevole)

 

Scienze Motorie Applicate – Scuola Fragale – Pisa

Talvolta nella nostra vita il corpo sembra non rispondere più ai nostri comandi. Non c’è più la fluidità di connessione tra pensiero e azione. Il pensiero, il muovere una parte qualsiasi del corpo, diventa, oltre che faticoso, frustrante.

Si fa strada nella persona la rabbia prima, la frustrazione poi ed infine uno stato depressivo per non poter svolgere più quelle mansioni, quei movimenti anche semplici che ci permettevano di condurre una vita normale.

Ad un certo punto ci accorgiamo che non conosciamo il nostro corpo. Fintanto che tutto funzionava come doveva, neanche ci accorgevamo del corpo, se non in occasione di qualche trauma o malattia.

Adesso che vorremmo poter controllare il nostro corpo, non siamo capaci di comunicare, di stabilire un collegamento corpo/mente e mente/corpo.

Se da un lato tutto questo è destabilizzante, dall’altro può essere l’inizio di un percorso di conoscenza del nostro corpo e della nostra mente come non avevamo mai affrontato prima. Non solo una conoscenza anatomica, ma qui intendiamo una conoscenza più interiore, più profonda, diremo emozionale.

Ci sono antiche discipline orientali che lavorano su questa comunicazione partendo dall’assunto che mente e corpo non sono parti separate, ma sono manifestazione di qualcosa di unico. Quell’unicità che non può essere descritta con le parole, ma di cui può esserne fatta solo diretta esperienza.

Tra queste discipline risulta particolarmente efficace la pratica del Tai Chi Quan. Si tratta di una serie di movimenti che compongono una forma, eseguiti lentamente e con la massima attenzione che il soggetto può prestare in quel momento.

Il testo continua nel pdf:

Movimento e consapevolezza_ TaiChi_ Scuola Fragale_Pisa Parkinson

 

Il problema non è non poterci muovere come facevamo prima della malattia, ma come possiamo muoverci nella malattia. Così la malattia non è più vista come un nemico da combattere, a cui dover resistere, da rifiutare, ma qualcosa da accogliere, da conoscere, da trasformare.

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