Sono frequenti le segnalazioni di problematiche insorte nel corso di ricoveri ospedalieri di malati di Parkinson, soprattutto in relazione all’assunzione dei farmaci anti Parkinson i quali, come è ben noto (o dovrebbe essere ben noto), richiedono un rigoroso rispetto dei tempi di somministrazione per evitare spiacevoli effetti collaterali (effetti di fine dose, fluttuazioni, discinesie).

Ci sono malati che fanno sette assunzioni al giorno con una tempista ben studiata dal neurologo curante.

Purtroppo, a causa dell’organizzazione dei Reparti di ricovero, non è infrequente che la somministrazione di questi farmaci avvenga al di fuori dello schema previsto dal curante con conseguenze spesso pesanti per il malato.

In questi casi sarebbe particolarmente importante il contatto con il curante.

Non sono rari i casi in cui il malato è invitato a portarsi da casa questi farmaci perché il Reparto ne è sprovvisto.

Per dare voce a queste segnalazioni l’Associazione Pisa Parkinson ha deciso di intraprendere un’opera di sensibilizzazione, iniziando dalla più grande Struttura Ospedaliera dell’ASL Nord Ovest.

Per questo motivo l’Associazione Pisa Parkinson ha inviato una lettera ai dirigenti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e della USL Toscana Nord Ovest.

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Al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

Al Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

Al Direttore Amministrativo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

Al Direttore dell’U.O. Relazioni con il pubblico

e p.c. Al Referente Tecnico Associazioni Parkinson della Toscana

In qualità di Presidente dell’Associazione Pisa Parkinson, sono a segnalare una problematica ricorrente che si è acuita con l’emergenza COVID.

La terapia farmacologica del paziente affetto da morbo di Parkinson ospedalizzato che è quasi sempre in una fase di malattia medio-grave.Tale tipologia di pazienti è spesso mantenuta in equilibrio terapeutico grazie a precisi orari di assunzione dei farmaci (anche sette somministrazioni al giorno associate ad una dieta calibrata per ottimizzare l’assunzione del principio attivo).

I problemi che emergono rispetto ad una corretta gestione del paziente sono:

  • carenza dei farmaci specifici.
  • mancata conoscenza da parte del personale di assistenza delle specifiche problematiche di tali pazienti che sono totalmente terapia dipendenti.
Per tali motivi è assolutamente indispensabile che nella cartella clinica venga acquisita, insieme all’informazione che trattasi di paziente affetto da Parkinson, una guida alla corretta terapia stilata dal neurologo di riferimento, oltre a dotarsi dei farmaci eventualmente carenti.
Cordiali saluti
Cosimo Grandone

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Al DIRETTORE GENERALE USL Nord Ovest Toscana

 
Al DIRETTORE SANITARIO USL Nord Ovest Toscana

e p.c. Al REFERENTE TECNICO delle ASSOCIAZIONI PARKINSON della TOSCANA Enzo Zini

In qualità di Presidente dell’Associazione Pisa Parkinson, sono a segnalare una problematica ricorrente che si è acuita con l’emergenza Covid.La terapia farmacologica del paziente affetto da morbo di Parkinson ospedalizzato che è quasi sempre in una fase di malattia medio-grave.

Tale tipologia di pazienti è spesso mantenuta in equilibrio terapeutico grazie a precisi orari di assunzione dei farmaci (anche sette somministrazioni al giorno associate ad una dieta calibrata per ottimizzare l’assunzione del principio attivo).

I problemi che emergono rispetto ad una corretta gestione del paziente sono:

  • carenza dei farmaci specifici.
  • mancata conoscenza da parte del personale di assistenza delle specifiche problematiche di tali pazienti che sono totalmente terapia dipendenti.

Per tali motivi è assolutamente indispensabile che nella cartella clinica venga acquisita, insieme all’informazione che trattasi di paziente affetto da Parkinson, una guida alla corretta terapia stilata dal neurologo di riferimento, oltre a dotarsi dei farmaci eventualmente carenti.

Prego le S.V. di inoltrare cortesemente questa mail ai Direttori Sanitari degli Ospedali dell’USL Toscana Nord Ovest.

Cordiali saluti.

Cosimo Grandone

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Ecco la risposta della Dott.ssa Silvia Brani, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana

 

 

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