Ci riprovo.

Sì, perché, come avevo già detto, scrivere mi fa bene. Mettere nero su bianco, scrivere le mie sensazioni, le mie soddisfazioni, le mie delusioni, e poi rileggerle, mi aiuta a vivere. Vivere, vivere la vita, sfruttare le occasioni che mi si presentano.

Mi sono accorta che, senza volerlo, sto mettendo un po’ di ordine nella mia testa, cosa, questa, molto difficile da compiere. Ci provo.

Le amicizie. Mi sono resa conto, con il passare del tempo, che la mia malattia – perché non ci sono dubbi che il Parkinson sia una malattia – anche dai miei amici è considerata una malattia “diversa”. Non tutti sanno veramente cosa sia la malattia di Parkinson, ma soprattutto non ho mai sentito pronunciare da loro la parola Parkinson. Molto spesso agiscono come se non sapessero niente, mi propongono cose che per me sono complicate. Quando rispondo che va bene, ma devo pensarci e devo organizzarmi, sembra che non capiscano il perché.

Lo so che se non ne parlano non è perché non interessa loro come sto, ma per me sarebbe invece importante poterne parlare proprio con loro.

I ”buoni” e i “cattivi”. Ho già una certa età, ma certe cose della vita non le ho ancora imparate e forse non le imparerò mai. Le persone non si dividono certo in buone o cattive. Ma essendo io ottimista e positiva, per me sono tutti buoni e bravi e soprattutto sinceri. Invece alla fine, giustamente alla fine quando non posso più fare niente, mi accorgo che non è così. Ogni volta devo ammettere che qualche sospetto l’avevo avuto, ma no, mi sbaglio io. Invece sì, avevo ragione io.

Un po’ d’ordine nella mia vita: Dovrei mettere un po’ di ordine non solo nella mia testa, ma anche nella mia vita, nella vita di tutti i giorni. Perché chi ha il pk deve fare molta attività fisica, deve fare molto movimento ed io lo faccio, cammino, vado in bici, vado in palestra, ma mi sono accorta che devo organizzarmi meglio. Alcuni giorni sembro una forsennata, cammino, vado in palestra in bicicletta, magari a casa ho già trafficato in giardino, il giorno dopo tutto il giorno a ciondolare per casa, e magari a lamentarmi perché la terapia non funziona al massimo. Angela, eppure lo sai perché succede, allora sarebbe meglio, non esagerare in certi giorni e fare tutti i giorni qualche attività fisica. Da ora in avanti farò così.

Il ballo. Tra poco comincerò anche il ballo. “Ballo di gruppo”, non so cosa mi aspetta, sarà una sorpresa, spero di riuscire a muovere qualche passo. Quello che dovrò fare prima di tutto è avvisare il maestro della mia condizione. Dovrò dirgli che alcune volte mi vedrà sciolta, si fa per dire, altre più legata del solito.

La fotografia. Questi ultimi tempi avevo tralasciato troppo la fotografia. Qualche sera fa, uscendo di casa appena dopo il tramonto, ho visto il cielo con dei riflessi meravigliosi . Ho preso la mia reflex e ho fatto alcune foto.

Mi sembravano delle foto abbastanza riuscite, allora ho pensato di pubblicarle sul mio profilo FB. Con grande sorpresa e con grande soddisfazione, ho notato che sono piaciute ad un fotografo che è un fotografo professionista, ma soprattutto che è stato e spero lo sarà ancora il mio maestro.

Nel gennaio prossimo inizierà un corso avanzato di fotografia ed io ho intenzione di iscrivermi. C’è solo un problema: il corso si terrà la sera dalle 21 alle 23 e per me dopo le 22 la situazione si complica. L’ultimo Sinemet, prima di quello a rilascio modificato che prendo prima di andare a dormire, lo prendo alle 19 e la sua efficacia non va oltre le tre ore. Dopo le 22 quasi sempre iniziano a farsi sentire tutti i sintomi: rigidità, dolore al collo e alla gamba, distonie. A volte non sono molto acuti, ma uscire di sera mi preoccupa un po’. Devo trovare una soluzione e la troverò, non rinuncio sicuramente al corso. Intanto continuo a fare foto, a camminare, andare in bici, andare in palestra e tra poco a ballare.

Angela

P.S.: Se lo pubblicherete mi farà piacere, altrimenti per me andrà bene lo stesso perché per me importante è averlo scritto, come ho già detto, avere messo nero su bianco. Grazie

 

Ci scrive un’amica_Io, le mie sfide e il Parkinson

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