E d’obbligo premettere che il problema della irreperibilità dei farmaci, particolarmente eclatante in questo momento per il SINEMET, riguarda molti altri medicinali, altrettanto importanti (antitetanica, immunoglobuline, ecc.).

Per i farmaci anti Parkinson, ricordiamo negli scorsi anni l’emergenza per Requip, Stalevo, Sirio e naturalmente il SINEMET, che è stato negli ultimi anni irreperibile sul territorio nazionale a macchia di leopardo, con rifornimenti a singhiozzo e a piccole dosi.

Al momento, nell’Elenco dei farmaci temporaneamente carenti aggiornato al 5 aprile 2019 che si può trovare sul sito dell’AIFA (Agenzia Italiana Farmaco),risultano  carenti il Sinemet 100/25 compresse, e il Sinemet 250/25 compresse, mentre non risultano più carenti gli altri dosaggi.

Vengono dichiarati problemi produttivi. Non si indica la data di fine presunta della carenza. Si rilascia autorizzazione all’importazione alle strutture sanitarie per analogo autorizzato all’estero.

A quanto si sa, risultano esaurite le scorte nei magazzini e nei depositi dei distributori.

http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/elenco_medicinali_carenti_05.04.2019.pdf

http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/carenze-e-indisponibilt%C3%A0

Sul sito dell’AIFA si legge:

Per “carente” si intende un medicinale non reperibile sull’intero territorio nazionale, in quanto il titolare A.I.C. temporaneamente non può assicurarne una fornitura appropriata e continua.

La carenza sul mercato di un farmaco può essere determinata da diversi fattori, tra i quali, per esempio, l’irreperibilità del principio attivo, problematiche legate alla produzione, provvedimenti a carattere regolatorio, imprevisto incremento delle richieste di un determinato medicinale, o emergenze sanitarie nei paesi di produzione.

La carenza vera e propria di un medicinale deve essere distinta dalla sua momentanea indisponibilità causata invece da distorsioni delle dinamiche distributive.

Il fenomeno delle indisponibilità

La problematica delle “indisponibilità”, a differenza di quella riguardante le “carenze”, è generata da distorsioni del mercato spesso collegate alle dinamiche del circuito distributivo, come ad esempio il parallel trade.

La necessità di intervenire in modo sistematico e incisivo sulle numerose segnalazioni riguardanti l’indisponibilità di alcuni medicinali nel nostro paese ha portato, nel 2015, all’istituzione di un tavolo di lavoro, cui prendono parte, con il supporto del Comando Carabinieri NAS, altri enti/associazioni pubblici e privati, e all’avvio di un progetto pilota che consentisse di individuare modalità condivise per l’intensificazione delle attività di vigilanza sulla concreta applicazione delle norme vigenti, attraverso una serie di controlli sul territorio.

Un primo risultato del Tavolo è stata la sottoscrizione nel 2016 di un Testo Condiviso sulla Distribuzione dei Medicinali, nel quale si ribadiscono i principi normativi fondamentali che regolamentano il settore del farmaco – che deve essere in primo luogo considerato come “servizio pubblico” – con particolare riguardo agli aspetti della distribuzione, sia all’ingrosso che al dettaglio, che hanno come fine ultimo quello di tutelare la salute pubblica e del singolo, garantendo la disponibilità e l’accessibilità al farmaco.

Problemi per i malati di Parkinson in conseguenza della irreperibilità del SINEMET

La terapia farmacologica per il Parkinson è molto complessa e richiede, soprattutto nelle fasi di inizio o di cambio di terapia, un attento monitoraggio da parte di un neurologo esperto su possibili effetti collaterali, e in considerazione di aggiustamenti di dosaggio. E’ cosa ben nota che questi farmaci non possono essere sospesi improvvisamente, ma seguendo uno schema di diminuzione scalare. E inoltre ci sono malati che mal sopportano cambiamenti terapeutici più o meno improvvisi e per alcuni quel certo farmaco che non si trova più nelle farmacie può essere l’unico efficace o addirittura l’unico tollerato: per questi malati lo slittamento su altro farmaco può produrre ad esempio distonie. Esisterebbe una combinazione differente del Levodopa con Benserazide, purtroppo però si sono registrati casi in cui, cambiando l’inibitore della dopa-decarbossilasi, non si è ottenuto il medesimo effetto.

Il Sinemet, a base di levodopa+carbidopa, è un farmaco molto importante per i parkinsoniani. La metà di quanti assumono levodopa, cioè quasi tutti, è costretta a prenderlo per tutta la vita, in dosaggi più o meno elevati.

https://www.accademialimpedismov.it/filesito/Comunicato_Salute_Senza_Farmaco_Migliaia_Di_Pazienti_Parkinsoniani.pdf

 

 

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